Mimmo Alfarone

 

 

 

 

 Fermando il Tempo / Stopping Time

 

 

 

 

 La  rivisitazione  del  Tempo  nella  pittura  di  Mimmo  Alfarone / Revisiting Time in the work of Mimmo Alfarone

Non poteva mancare nelle suggestioni creative e artistiche di Mimmo Alfarone la meditazione dell’Artista sull’archetipo degli archetipi: il Tempo, signore e ispiratore del suo universo pittorico.

E l’archetipo viene inconsciamente e intimamente  vissuto nella sua duplice accezione di elemento rigeneratore-distruttore, motore insostituibile delle dinamiche vitali come di quelle che segnano la fine dei cicli esistenziali e di quanto appare percepibile. Solo che l’Autore, nella reinterpretazione del mito originario, sembra preoccuparsi più di quello che il Tempo sottrae rispetto a quello che concede nel naturale fluire degli avvenimenti. Il Tempo, rivisitato come Cronos, reincarna una sorta di Moloch contemporaneo che tutto fagocita e omologa, azzerando quasi del tutto l’Io pensante e vivente asservendolo allo scorrere vorticoso della dura e ossessiva quotidianità.

Si spiegano così gli audaci e disperati tentativi e l’assillo di voler fermare il “Padre Tempo“ che avanza inesorabile lasciando segni del suo passaggio sulla meridiana, centellinando granelli di sabbia nella clessidra, scandendo meccanicamente il succedersi delle frazioni temporali sui quadranti dei moderni orologi provocando angoscia e l’intimo presagio di dover soccombere nel tentativo di poter realizzare tutto quello che si vorrebbe: ma il Tempo passa continuamente e toglie impietosamente, inducendo nell’Artista il prepotente desiderio di correre ai ripari per tentare di arginare e di sfatare ciò che ai più appare ineluttabile.

Dipinge, perciò, meridiane senza raggi segnatempo in modo da confondere e annullare la regolare individuazione delle ore; rispolvera clessidre rappresentate ora in posizione orizzontale, così da impedire il moto perpetuo degli attimi fuggenti, ora con il vetro forato per far sì che disperdano per sempre i granelli di sabbia, o, adottando decisioni e soluzioni più estreme e perentorie, ricorrendo alla mediazione di tentativi di giovinetti che fermano con le dita le lancette, o che addirittura le inchiodano sul quadrante per impedire al Tempo di scorrere incessante e dirompente a dettare ritmi ormai insostenibili.

L’impari lotta con il Tempo, alfine, sembra concludersi in una specie di compensazione che ripropone il mito ellenistico della restituzione: come il dio detronizzato restituisce e ridona alla luce i figli precedentemente divorati, con la determinante alleanza della  dea progenitrice, così l’apparizione della figura femminile, nel ciclo pittorico più recente dell’Artista, incarna un ruolo taumaturgico e irrinunciabile, presenza mediatrice in tutte le vicende umane per ricondurle nel giusto alveo della serenità riconquistata, pronuba di un mondo ispirato a migliori auspici e destini.

Fortunato Buttiglione 

 

Revisiting Time in the work of Mimmo Alfarone

Meditations on the archetype of archetypes could not but be present in the creative and artistic work of Mimmo Alfarone: Time, lord of and inspiration for his pictorial universe.  The archetype is unconsciously and intimately lived in the double acceptance of its role as regenerator-destroyer, driving the rhythms of life such as the beat which signals the end of an existential cycle, and that which shows what is given to us to perceive.  However the author, in reinterpreting the original myth, seems to focus more on that which Time takes away than on that which is concedes us in the ebb and flow of events.  Time, revisited as Cronos, reincarnates a kind of contemporary Moloch which consumes everything and plays the counterpart, almost destroying the living and thinking ‘I’, leaving him prey to the hard and obsessive whirl of daily life.

This explains the audacious and desparate attempts to stop “Father Time”, who advances inexorably, leaving the scars of his path on a sundial.  Carefully measuring the sand in the hourglass and mechanically marking the fractions of time across the dials of modern clocks, he provokes anxiety and the menace of having to give up on the attempt to complete everything we would like to achieve in life.  But Time passes continually, tugging pitilessly, inducing in the Artist the overpowering desire to run for shelter and to try and check and reverse that which appears, to most people, to be inescapable. 

Thus he paints sundials without markers in such a way as to confound and nullify the regular signalling of the hours.  He dusts off hour-glasses, showing them in a horizontal position so as to stop the perpetual exodus of moments, or else with the glass smashed so as to lose the grains of sand forever.  Or he goes further, showing youths whose fingers stop the hands of the clock, or who even nail them to the face in order to stop Time’s incessant flow and to disrupt the dictation of an unsustainable rhythm. 

In the end, the unequal struggle against Time seems to conclude in a return to the Greek myth of restitution: as the dethroned god returns the devoured children to the light with the help of the determined goddess-mother, so the apparition of the female figure, in the most recent picture cycle of the artist, incarnates an essential and miraculous role, a mediating presence in all human activity, leading them back home to serenity, ready for a world shimmering with the most hopeful omens and destinies.

Fortunato Buttiglione

 

 

 

Mimmo Alfarone

The Shattered Hourglass, 2003

Chalk pastel on wood

in 52 x 36.6

 

 

Mimmo Alfarone 

La clessidra infranta, 2007

Pastello secco su legno

cm 132 x 93

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mimmo Alfarone 

Il tempo inchiodato 2007

Pastello secco su legno

cm 72 x 90

Mimmo Alfarone 

Time Nailed Down, 2007

Chalk pastel on wood

in 28.3 x 35.4

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mimmo Alfarone

Stand-by del tempo, 2007

Pastello secco su legno

cm 70 x 100

 

Mimmo Alfarone

Stand-by of Time,  2007

Chalk pastel on wood

in 27.6 x 39.4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Biografia

Mimmo Alfarone è nato a Gioia del Colle (Bari) nel 1958. Ha conseguito la laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Vive e lavora tra Portogruaro e Venezia.

L’aspetto che accomuna le tematiche della ricerca artistica di Mimmo Alfarone, è il forte desiderio di conoscere, scoprire e sviscerare i segreti intrinseci di ogni essenza, fisica o psicologica che affascina, che ammalia, che seduce e suscita attrazione, che diventa unica ed esclusiva.

Di notevole interesse gli incontri con alte personalità del mondo artistico, a loro dedicherà il ciclo pittorico, Identità nella Storia. Il dipinto A Jean Clair sarà acquisito dalla Biennale di Venezia e farà parte della sua collezione permanente. Le sue opere sono inserite in numerose collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero. Del suo lavoro si sono occupati notevoli personalità, come Maurizio Calvesi, Robert Storr, Philip Rylands,  Franco Belgiorno-Nettis, Giuseppe Bergamini, Boris Brollo, Gillo Dorfles, Vittorio Sgarbi, Raffaele De Grada, Enzo di Martino ed altri. La sua attività artistica è documentata presso L’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia e alla Library and Archives del MoMa in New York.

 

Mostre personali

2011 Memorie dal fuoco, Biblioteca Comunale, Gioia del Colle (Ba), a cura di Gennaro Losito

2011 Melodie del cielo, Palazzo della Cultura, Galleria “Labrocca”, Gioia del Colle (Bari) Ass.to alla Cultura

2010 Mimmo Alfarone, mostra e presentazione Monografia (G. Mondadori), Palazzo delle Prigioni, Venezia, a cura di Boris Brollo, e intervento di Giandomenico Romanelli e Maurizio Calvesi.

2007 Portraits, Artistic People, Palazzo”Priuli Scarpon” Liceo Artistico, Venezia, a cura di Boris Brollo

 

Mostre Collettive

2011 “Femminile Singolare” Da Guido Crepax e Aldo Mondino a Mimmo Rotella e Omar Galliani. Palazzo del Monferrato, Alessandria, a cura di Paolo Vassallo.

2010 Artisti italiani contemporanei a Colonia, Istituto Italiano alla Cultura, Colonia, a cura di G. Caneva.

2009 V Biennale Internazionale D’Arte Contemporanea Magna Grecia, S. Demetrio (Cs), a cura di B. Brollo.

2008  Artisti italiani contemporanei, Istituto Italiano alla Cultura, Copenaghen, a cura di G. Caneva.

2007 Artisti italiani contemporanei a Cracovia, Istituto Italiano alla Cultura, Cracovia, a cura di G. Caneva.

2003 Brain Accademy Apartment, 50a Biennale di Venezia, Sez. Extra 50, a cura di Guglielmo Di Mauro.

 

 

   
ASAC - Archivio Storico delle Arti Contemporaee - Biennale di Venezia

 

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